STILI ATTRIBUTIVI E MOTIVAZIONE

Gli stili attributivi sono il modo in cui le persone tendono a percepire ed interpretare le cause degli eventi che gli accadono. Le attribuzioni possono quindi essere considerate come il risultato di decisioni che l'individuo mette in atto, in genere in modo spontaneo, per capire chi o che cosa è responsabile degli eventi che gli accadono.
I1 processo attributivo consiste nel considerare un proprio risultato e poi, sulla base delle informazioni possedute, delle esperienze passate e di altri fattori individuali e motivazionali, attribuire quel risultato a una o più cause particolari, ad esempio all'impegno, all'abilità personale, alla facilità del compito. Ogni persona ha uno suo stile attributivo, ha cioè un suo modo di percepire le cause degli eventi che gli accadono nelle diverse situazioni, stile che tende a rimanere abbastanza stabile nel tempo, ma che è modificabile in base all'esperienza. Gli stili attributivi si distinguono in interni ed esterni; controllabili e non controllabili; stabili e instabili, a seconda di come venga percepita la causa dell'evento. Chi possiede uno stile attributivo interno e controllabile ha un livello motivazione molto alto, perché sente di poter esercitare una influenza su ciò che gli accade: si ritiene responsabile dei risultati che ottiene nella vita, non crede al caso o alla fortuna, e questo lo porta ad impegnarsi, a perseverare nel perseguimento dei propri traguardi, e ad imparare dai propri errori. Chi ha uno stile attributivo esterno e non controllabile, invece, attribuisce la cause degli eventi a fattori esterni e non controllabili, ritiene che il caso o la fortuna abbiano un ruolo preponderante, questo lo porta a non impegnarsi più di tanto, e a demotivarsi facilmente. Il proprio stile attributivo dipende da convinzioni personali che si sono formate nel tempo, e di cui si dovrebbe opportunamente prendere coscienza. Chi si sente demotivato potrebbe innanzitutto riconsiderare il suo modo di attribuire le cause agli eventi che gli accadono: per poter modificare la realtà bisogna scoprire le modalità attraverso le quali si può esercitare una influenza ed un controllo sugli eventi che accadono.
La genesi degli stili attributivi è stato sottoposto ad uno studio approfondito nel campo dell'apprendimento, svolto da Dweck. Lo stile attributivo, interno o esterno, controllabile o incontrollabile, che si ha nei confronti dell'apprendimento, dipende dalle teorie ingenue implicite sulla intelligenza che si hanno. Chi considera l'intelligenza una entità, cioè la considera una quantità fissa difficilmente modificabile e migliorabile per effetto di opportune esperienze ed apprendimenti, tende ad avere uno stile attributivo stabile e incontrollabile: da scarso valore all'impegno, si scoraggia di fronte agli errori perché li attribuisce a scarse capacità, si rifugia in compiti facili, ha una scarsa motivazione all'apprendimento; chi considera, invece, l'intelligenza incrementabile, cioè ritiene che possa essere modificata in senso positivo in seguito ad opportune stimolazioni, tende ad avere uno stile attributivo controllabile: da molta importanza all'impegno, vede negli errori una opportunità per migliorarsi, perché non li vive come dimostrazione di scarsa capacità, ma li attribuisce allo scarso impegno o a strategie inadeguate; dimostra una grossa persistenza nel perseguire i propri scopi ed ha un'elevata motivazione.

Daniele Mattoni